Stitichezza e alitosi: quali collegamenti?

L’alitosi è un problema molto fastidioso che affligge la maggior parte delle persone.

Spesso la causa dell’alitosi non è da ricercarsi nel cavo orale ma nel colon e cioè nelle difficoltà digestive e/o nella irregolarità intestinale che può sfociare anche nella stitichezza. Infatti, il cibo che rimane a lungo nell’intestino marcisce e produce dei gas che entrano in circolo e vengono eliminati attraverso i polmoni con la respirazione.

La prima cosa da fare per eliminare questo fastidio è, sicuramente, risolvere i problemi di stipsi con la giusta dieta, una sana attività fisica e utilizzando altri rimedi quali il lavaggio intestinale o l’idrocolonterapia.

Per l’alitosi, invece, un valido rimedio può essere l’uso del carbone vegetale, usato per controllare gonfiori e cattiva digestione.
Chiamato anche carbone attivo e venduto sotto forma di compresse, non è altro che una polvere che deriva dalla carbonizzazione senza fiamme del legno di pioppo, salice o altre varietà. Si ottiene portando il legname a una temperatura molto elevata ma in assenza di ossigeno; per uso medico spesso viene raffinato ancora di più.

Grazie al fatto di essere molto assorbente, riesce a limitare gli effetti dell’aerofagia trattenendo i gas.

Ma non è utile solo per questo; viene usato infatti per trattenere i succhi gastrici in eccesso, alleviando il fastidio da reflusso o acidità e aiuta a limitare gli effetti della dissenteria compattando le feci.

La sua somministrazione, sia in compresse che in polvere, viene utilizzata anche per combattere i problemi di avvelenamento e intossicazione, proprio grazie alla sua capacità di trattenere atomi e molecole nei suoi pori, trattiene cosi i composti dannosi per il nostro organismo.

Il carbone vegetale ha effetti collaterali quasi nulli ma, bisogna sempre tenere conto delle precise controindicazioni che può portare: può interferire con l’assunzione di sostanze nutritive e con qualsiasi farmaco, quindi bisognerebbe assumerlo lontano dai pasti e dagli orari di trattamento; è sconsigliata l’assunzione in gravidanza e sotto i 12 anni; un trattamento molto lungo può determinare la presenza feci scure, ma questo è del tutto naturale e non ha conseguenze sulla salute.

Infine, ricordiamo sempre che è utile, se non addirittura indispensabile, chiedere sempre il parere del proprio medico curante prima di intraprendere qualsiasi cura o assumere sostanze.

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