La pratica del lavaggio intestinale viene sempre più trascurata nei tempi moderni, anche per motivi di imbarazzo o pudore, mentre, fin dall’antichità, tutte le medicine tradizionali raccomandavano la pulizia dell’intestino per assicurare all’organismo un buon funzionamento e restare in buona salute.Immaginerig

lavaggio intestinale antico egitto ibisGià nel Papiro di Ebers (il documento che ha permesso di documentare le principali attività mediche praticate nell’antico Egitto) del 1552 a.C. si ritrovano notizie riguardanti le indicazioni per l’uso di clisteri. Da questo papiro si evince che “l’invenzione” di questa pratica viene attribuita dagli Egizi alla cicogna nera Ibis: questo grande uccello, ritenuto sacro, veniva spesso raffigurato nell’atto di penetrare con il becco, grazie al collo lungo, il proprio orifizio anale per immettervi acqua salata. In realtà questa interpretazione, viene ormai considerata un equivoco causato dalla scrittura egizia: infatti, non sarebbe raffigurato l’ibis ma il faraone Thot, il cui nome si scriveva proprio con il geroglifico dell’ibis. Si potrebbe affermare, quasi con sicurezza, che sia lui, quindi, quello raffigurato. In questo papiro, inoltre, viene documentata l’esistenza di un medico speciale, esperto di enteroclismi e irrigazioni rettali; sono descritte le istruzioni per l’uso del clistere e i rimedi per 20 diversi problemi intestinali.

L’uso dei clisteri da parte degli Egizi è confermato anche da Erodoto che scrisse: “gli Egizi si purificano nell’arco di 3 giorni consecutivi, ogni mese, mantenendosi in buona salute con emetici e clisteri, poiché pensano che tutte le malattie derivino all’uomo dal cibo che ingerisce.”

lavaggio intestinale IppocrateAnche presso gli Antichi Greci e Romani la pratica dell’irrigazione intestinale era molto diffusa come rimedio per tantissime malattie. Ippocrate (4° e 5° secolo a.C.) lo utilizzava per curare persino la febbre; per il medico romano Asclepiade di Bitina (2° secolo a.C.), considerato uno dei padri della medicina romana, tale pratica era da preferire ai lassativi. Anche l’imperatore Nerone ne era un vero e proprio appassionato ed era molto diffusa anche tra le nobili matrone romane che utilizzavano questo sistema per “svuotarsi” dopo un lauto pasto.

Sono comunque molti i popoli e le civiltà dove il lavaggio intestinale era molto diffuso: ad esempio, si hanno testimonianze di lavaggi anali anche presso gli Assiri, attraverso un’iscrizione cuneiforme su tavoletta che risale al 600 a.C. e su testi indiani che descrivono le attrezzature che venivano usate (lo scroto di un grande animale al quale era collegata una canna di bambù o di avorio) e alcune istruzioni pratiche.

Tracce della diffusione della pratica del lavaggio intestinale non mancano anche in Cina e risalgono al 196 d.C., quando lo studioso Chang Chung Ching (considerato l’Ippocrate cinese) consigliava l’assunzione di acqua e aceto attraverso una canna di bambù ben inserita nel retto. Sostenitori dei benefici del clistere sono anche due importanti medici di origine greca, Aetius (50 d.C.) che li proponeva solo a base d’acqua e Galeno (129 – 199 d.C.) che invece prescriveva clisteri di vari tipo, anche con olio e miele.

lavaggio intestinale clistere nel Medioevo

Tre il 960 e il 1030 d.C., un certo Avicenna, medico di corte presso alcuni califfi persiani, tentò di codificare questa pratica: descrisse la “borsa per clisteri”, che consisteva in una vescica di animale collegata in modo ermetico all’estremità di un tubo (premendo con le mani la vescica, l’acqua defluiva attraverso il tubo nell’ano del paziente), e gli ingredienti che, secondo lui, andavano usati (acqua, olio ed occasionalmente pepe).

Durante il Medioevo, le informazioni sul lavaggio intestinale continuarono a diffondersi ed il suo utilizzo divenne di moda tra i ceti abbienti della popolazione, raggiungendo gli alti livelli delle famiglie reali. Lo strumento di quel periodo per la lavaggio del colonera la siringa da clistere, ossia un tubo rigido sagomato con due rigonfiamenti ravvicinati tra i quali si poteva legare strettamente il bordo di una membrana di origine animale, che fungeva da contenitore per il liquido e che veniva compressa con le mani. Questo strumento fu utilizzato prevalentemente fino al sedicesimo secolo. L’utilizzo del clistere continuò a crescere e al tempo del famoso chirurgo inglese John Ardene (1307-1390) era impiegato in modo estensivo dalle donne inglesi di quel tempo, tant’è che il chirurgo scrisse sull’argomento anche un trattato.

1dIl 17° secolo divenne celebre come “l’età del clistere”: nella società parigina era di moda farsi tre o quattro clisteri al giorno, secondo la credenza popolare che un lavaggio interno era essenziale per un buono stato di salute; si dice che Luigi XIV abbia ricevuto nel corso della sua vita più di 2000 clisteri.

L’evoluzione, lo sviluppo e il miglioramento di questa pratica non si è mai fermata nel corso dei secoli, anzi: i miglioramenti apportati alla strumentazione per il lavaggio del colon, fanno sì che l’igiene intestinale in genere, si stia affermando come una cura valida per il trattamento di molte malattie. Associata alla giusta alimentazione e all’esercizio fisico, è essenziale per mantenere un effettivo stato di benessere del corpo.

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